(diocesi di Castellaneta )

 

Siamo nel 1971-72 e nella preghiera e nella riflessione personale il Signore mi aveva fatto capire l’importanza della valorizzazione della sofferenza. Come conseguenza, conoscendo un po’ il Vangelo, mi martellava nella mente le Parole di Cristo nel giudizio finale:” Venite, benedetti del Padre mio, …… perché malato e mi avete visitato..…Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli… perché malato e non mi avete visitato”(Mt. 25, 31-48). Allora decisi di visitare gli ammalati, poiché per me era conveniente essere cacciato da loro anziché dal Signore. Ero inserito nella nuova parrocchia di San Pietro Apostolo, recitavo il Rosario, animavo la liturgia con i canti; privatamente frequentavo i corsi biblici per corrispondenza con il ”Centro Ut Unum Sint”. Una domenica, nel 1973, mentre uscivo dalla chiesa di San Pietro, al termine della Santa Messa, si avvicinò una elegante Signora, molto raffinata, bella, con una giovane. Mi chiesi: Che cosa poteva volere una signora così elegante da un povero sofferente, con due bastoni?. Si presentò:Maria Putignano e la figlia Liviana. Facemmo conoscenza e mi parlò del C.V.S. La condussi a casa mia, visto che si faceva la stessa strada e feci fare conoscenza con i miei genitori. Negli incontri successivi, mi parlò degli Esercizi Spirituali e la possibilità di formare un gruppo dei Volontari della Sofferenza a Mottola. Decisi di partecipare agli Esercizi Spirituali, per conoscere la Volontà di Dio. La partenza era nel mese di Luglio 1973. Scesi a Taranto a piazza Carmine da dove partiva il pullman per Valleluogo -Ariano Irpino dove c’è la Casa Madre dell’Associazione. Salivano gli impediti sul pullman, alcuni di essi erano molto gravi, con paralisi totale, tetra paresi spastici ecc. Il modo come prendevano gli ammalati e la cura che avevano, sembrava un sogno. A Mottola, nella mia diocesi non si vedeva nulla di questo; infatti sia il C.V.S. e UNITALSI sorgeranno negli anni successivi. Quando arrivammo a Valleluogo conobbi subito all’accoglienza Don Pino e sorella Angela Negri. Suscitò in me un’ammirazione profonda quando vidi l’attività che svolgeva in segreteria Sorella Angela, in carrozzina, con emiparesi. Con una mano libera faceva tutto, ma soprattutto era un punto di riferimento  per tutta la contrada. Sia Sorella Angela che Don Pino mi chiesero la stessa cosa: “ Di formare un gruppo a Mottola”. Seppi che in quei giorni a Valleluogo stava Mons. Luigi Novarese, il Fondatore del C.V.S.; dissi a Don Pino:”Se Monsignore si prende lui la responsabilità e mi da l’autorizzazione io mi metto subito al lavoro”. Don Pino mi rispose:” Monsignore in questi giorni è molto impegnato, sta facendo un lavoro per il Papa”. Durante i tre giorni degli Esercizi Spirituali, Monsignore alle Ore 10 celebrava  la Santa Messa e teneva l’Omelia. Le sue riflessioni erano piene di sapienza ed infuocate. Nella sua Omelia era un po’ dolce e contemporaneamente molto forte nelle sue esortazioni che scuotevano: ” Se tante anime vanno nel fuoco dell’inferno e anche vostra la responsabilità”. Io ascoltavo  e riflettevo: ” In parrocchia non conto niente!” E qui prendevo coscienza della mia responsabilità. Quanto più sentivo l’Omelia, tanto più stimolava la mia pigrizia spirituale ad offrire preghiere e sacrifici per i peccatori. Durante i tre giorni degli Esercizi Spirituali lui scendeva mezzora prima della celebrazione della Santa Messa e si sedeva sotto il tiglio, vicino al Santuario. I fedeli andavano a confessarsi e a chiedere consiglio. Nel terzo giorno tutti erano entrati nella Chiesa e lui mi guardava, poiché  soltanto io non ero andato da lui… Pensavo, non lo voglio disturbare. Quando mi fece segno di avvicinarmi a lui, il meraviglioso era che sentivo su di me la presenza di Dio e di mano in mano che mi accostavo, questa presenza diventava più sensibile e più intensa, tanto da creare in me una profonda umiltà ed un perfetto equilibrio. In seguito, tanti anni dopo Dio mi ha fatto capire l’insegnamento di questa grazia:

“Nella misura che sarò obbediente ai superiori Dio mi darà questa grazia di umiltà e di equilibrio”.                                                                                                                                                 “ Monsignore sono qui non per confessarmi, perché mi sono confessato ieri”.                                             -          Bene…mi rispose.                                                                                                                           “ Sono qui per dirle che mi chiedono di formare un gruppo nel mio paese. Io ho commesso gravi errori e pensando che devo andare proprio nel mio paese a fare l’apostolato…”                                                      -          Di dove sei?...mi chiese.                                                                                                                 “ Sono di Mottola, diocesi di Castellaneta”.                                                                                             -          Ascoltami…mi disse Monsignore…Ti metto davanti due esempi: Pietro e Paolo: Pietro rinnegò Cristo tre volte e il Signore ne fatto di lui il Principe degli Apostoli; Paolo persecutore della Chiesa e il Signore ne ha fatto, il più grande missionario. Perciò quando vedranno che tu non sei più quello di prima, finiranno per accettare la tua testimonianza..                                                                                                       Chiesi ancora:” Monsignore le posso chiedere un altro favore?...”.                                                             -          Dimmi…mi disse.                                                                                                                           “ Vorrei la sua benedizione “.                                                                                                                -          “Con tutto il cuore”… Si alzò in piedi e tracciando un ambio segno di croce…” La benedico Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.                                                                                          

Dopo il corso degli Esercizi Spirituali non vedevo l’ora di tornare a comunica agli amici la mia esperienza di Valleluogo. Comprai un po’ di libri per conoscere l’apostolato del C.V.S. e del messaggio della Madonna a Lourdes e a Fatima. Pieno di entusiasmo, con il gruppo degli amici e vicini nella casa di Giacomo Rotolo facevamo un incontro la settimana per conoscere  e approfondire il C.V.S. Dopo due mesi di catechesi mandai a Roma quattro adesioni del gruppo fondazionale della diocesi di Castellaneta:                             

-Antonio Monteleone, Giacomo Rotolo, Leonardo Vinci e Lavarla Carmine

Antonio